Siamo vicini ad un nuovo record di incendi in Europa

Siamo vicini ad un nuovo record di incendi in Europa

Siamo vicini ad un nuovo record di incendi in Europa

L’Europa sta combattendo una vera e propria guerra contro il fuoco. Man mano che il clima si riscalda e le ondate di calore insieme agli episodi di siccità aumentano, i paesaggi europei sono soggetti sempre a più incendi che potrebbero quest’anno arrivare ad un nuovo record di terre bruciate.

Gli incendi stanno diventando una grave minaccia per il nostro pianeta, ogni anno scompaiono più di 30 milioni di ettari di foresta e anche dopo che si placano il loro impatto continua a persistere per giorni, settimane e anni. I danni economici alle popolazioni locali sono enormi, dalla distruzione dei campi degli agricoltori alla perdita di migliaia di alberi utilizzati nel settore della carta e carpenteria.

Nel 2017 circa 988.087 ettari sono stati bruciati in Europa, rendendolo l’anno con il maggior numero di incendi ma sembra che con l’attuale ritmo degli incendi il 2022 sia destinato a battere quel record. Le fiamme hanno devastato circa 660.000 ettari dall’inizio dell’anno, colpendo maggiormente Spagna (244.924 ettari), Portogallo (77.292 ettari) e Romania (150.528 ettari).

Il cambiamento climatico può aumentare il rischio di incendi in diversi modi: In generale quando le temperature sono particolarmente calde l’umidità dalle piante viene estratta, creando così ampi luoghi di vegetazione secca dove con più probabilità possono nascere degli incendi. Il riscaldamento del clima allunga inoltre le stagioni degli incendi, spingendole anche in regioni in cui non sono presenti questi fenomeni provocando ancora più danni in quanto gli enti non hanno una preparazione adatta a farvi fronte.

Le ondate di calore, tuttavia, non sono l’unico fattore che guida i cambiamenti nell’attività degli incendi. Molti di questi sono appiccati dai lampi secchi che colpiscono quando piove meno di 2,5 mm come è successo in California nel 2020 dove oltre 12.000 fulmini secchi hanno provocato oltre 650 incendi in tutto lo stato. La proliferazione di questi eventi estremi è un rischio che deriva direttamente dalla deforestazione, attività agricole, pascolo del bestiame e dall’urbanizzazione.

Per quanto gli incendi si possano verificare naturalmente e contribuire al ringiovanimento della terra, gli inquinanti trasportati dal fumo, causa danni alla biodiversità e all’ulteriore degrado della qualità dell’aria e dell’acqua, colpendo soprattutto la salute delle comunità più emarginate della società.

Prevedere come il cambiamento climatico e l’attività umana influenzeranno i futuri incendi nel mondo è molto difficile ma se gli esseri umani smetteranno di riscaldare il pianeta allora le temperature cesseranno di aumentare. Ma per ora dovremmo accettare che le ondate di caldo sono destinate a peggiorare dato che le attuali politiche non sono adatte ad affrontare questa situazione.

Non potremmo per sempre combattere gli incendi attraverso l’utilizzo dei pompieri, il loro impiego è un’operazione molto costosa e raramente funziona contro gli eventi più estremi ma non possiamo nemmeno, come vogliono alcuni esperti, adattarci a questi cambiamenti. Dobbiamo rivalutare le azioni intraprese finora e comprendere che chiamare i pompieri ogni giorno e gettare acqua dagli aerei non sono segni positivi ma piuttosto di un fallimento politico.

Fonti:

https://effis.jrc.ec.europa.eu/apps/effis.statistics/seasonaltrend

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