Più di 100 comuni italiani stanno chiedendo di razionare l'acqua

Più di 100 comuni italiani stanno chiedendo di razionare l’acqua potabile

Più di 100 comuni italiani stanno chiedendo di razionare l’acqua potabile

La peggiore siccità che il Po sta subendo negli ultimi 70 anni ha provocato un emergenza ha spinto la sospensione notturna delle forniture di acqua potabile in 125 comuni, 100 del Piemonte e 25 in Lombardia.

A causare il razionamento dell’acqua potabile non è solo la siccità cha colpito il Po ma anche l’esaurimento della neve sulle Alpi, le temperature più alte e l’arrivo dei viaggiatori e dunque una richiesta maggiore d’acqua. Il nostro paese sta vivendo un’ondata di caldo da settimane ormai, con picchi anche di 38 gradi in alcune città mentre nella pianura padana si stima che le temperature arriveranno a 36 gradi entro la fine della settimana quando già il livello del Po è 3 metri sotto quello abituale.

“La neve sulle Alpi in Piemonte e Lombardia è completamente esaurita” afferma in un comunicato Utilitalia, la federazione che riunisce le Aziende speciali operanti nei servizi pubblici dell’Acqua. Le attività agricole sono le prime ad essere colpite dalla situazione, con il rischio di una riduzione delle produzioni dei campi, in quanto ortaggi e frutta si staccherebbero prematuramente dalle piante per lo stress idrico.

Tutti i laghi del nord, escluso quello di Garda, hanno registrato livelli idrici molto al di sotto della media stagionale e la risalita dell’acqua dell’Adriatico verso l’entroterra mette in pericolo diverse falde di acqua potabile. “In alcuni territori italiani non piove da 110 giorni” ha affermato il segretario generale dell’Autorità distrettuale del fiume Po.

Ma non è soltanto il Po ad affrontare il cambiamento climatico, l’Adige ha registrato una portata inferiore del 60% costringendo l’attivazione di impianti per “pescare” l’acqua dalle falde più profonde, come anche a Ferrera e Rovigo.

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