“L’impegno è che in tempi rapidi si possano iniziare a vedere risultati concreti come la riduzione della presenza dei cinghiali. La soluzione passa attraverso l'abbattimento che deve avvenire attraverso la caccia selettiva e il coinvolgimento dei cacciatori che in questa fase sono gli alleati più grandi per aiutarci a raggiungere questo obiettivo, riducendo la presenza degli animali in eccesso, ristabilendo nuovi contingenti e un giusto equilibrio ambientale". Ha esordito così il sottosegretario alla Salute Andrea Costa (geometra). Costa spiega che si stanno facendo “tutti gli studi che ci porteranno ad avere un dato preciso in merito alla quantificazione dei chilometri da comprendere nella zona rossa per la peste suina a Roma. Ma le operazioni all'interno della zona rossa sono già iniziate, con l'avvio alla macellazione dei suini presenti e il monitoraggio".1 Nella terza Ordinanza del Commissario Straordinario per la peste suina africana (Dr. Angelo Ferrari, dirigente veterinario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta) si fa divieto dell’attività venatoria nella zona infetta ad ECCEZIONE delle attività volte al depopolamento dei selvatici a cura degli organi competenti.2 Ma l’abbattimento è davvero la soluzione? Il Prof. Andrea Mazzatenta, docente di Psicobiologia e Psicologia Animale alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo, nei suoi numerosi studi spiega che il cinghiale ha un tipo di struttura sociale matriarcale, in cui la matrona è la femmina a capo di ogni famiglia e il salengano è il maschio adulto che vive in solitaria o con pochi altri maschi detti scudieri e che copre un’ampia area riproduttiva. Abbattendo la matrona si ha l’immediata riproduzione delle figlie giovani con un’alta fertilità che porta ad una crescita esponenziale e ringiovanimento della popolazione. Questo perché vengono a mancare i feromoni emessi dalla matrona che servono proprio a sopprimere la riproduzione delle figlie. Abbattendo il salengano si assiste ad una frammentazione del territorio riproduttivo con immediata riproduzione dei giovani maschi. È evidente, quindi, una diretta correlazione di tipo esponenziale tra il prelievo venatorio e la strategia di sopravvivenza dei cinghiali.3 AnimaLiberAction da 2 anni segue la situazione dei cinghiali a Roma (dall’uccisione di una famiglia di cinghiali nel 2020) inviando email a RomaNatura (Ente Regionale per la gestione del sistema delle aree naturali protette del Comune di Roma) per proporre soluzioni non violente, con tanto di progetto dettagliato: chiudere i fori delle recinzioni dei parchi, per cui si sono offertɜ come volontarɜ; impedire l’accesso ai cassonetti ai selvatici; controllare la gestione dell’immondizia. Hanno richiesto di partecipare ai tavoli tecnici, ma tutto questo non ha mai fatto seguito ad una risposta. Inoltre non ci sono documenti ufficiali resi pubblici che attestino la presenza di peste suina africana nel Lazio. Ci sarebbe un’ulteriore soluzione per il controllo della popolazione di cinghiali, un vaccino per inibire la fertilità, GonaCon, per cui sono stati stanziati 500.000€ in Italia per l’acquisto, ma per il quale il Ministero della Salute non ha ancora autorizzato la sperimentazione, il termine ultimo è scaduto il 1° marzo.4,5 In ogni parco di Roma troviamo questo avviso Fonti: https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/72630-psa-costa-caccia-selettiva-cinghiali-nel-loro-habitat.html https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/72624-psa-ferrari-firma-la-nuova-ordinanza.html https://ecoaltomolise.net/gestione-del-cinghiale-mazzatenta-la-caccia-li-fa-aumentare-vietare-la-braccata/ https://www.lav.it/news/vaccino-fertilita-cinghiali https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/71977-gonacon-contraccettivo-sperimentale.html

L’abbattimento dei cinghiali è davvero la soluzione?

L’abbattimento dei cinghiali è davvero la soluzione?

“L’impegno è che in tempi rapidi si possano iniziare a vedere risultati concreti come la riduzione della presenza dei cinghiali. La soluzione  passa attraverso l’abbattimento che deve avvenire attraverso la caccia selettiva e il coinvolgimento dei cacciatori che in questa fase sono gli alleati più grandi per aiutarci a raggiungere questo obiettivo, riducendo la presenza degli animali in eccesso, ristabilendo nuovi contingenti e un giusto equilibrio ambientale”. Ha esordito così il sottosegretario alla Salute Andrea Costa (geometra).

Costa spiega che si stanno facendo “tutti gli studi che ci porteranno ad avere un dato preciso in merito alla quantificazione dei chilometri da comprendere nella zona rossa per la peste suina a Roma. Ma le operazioni all’interno della zona rossa sono già iniziate, con l’avvio alla macellazione dei suini presenti e il monitoraggio”.1

Nella terza Ordinanza del Commissario Straordinario per la peste suina africana (Dr. Angelo Ferrari, dirigente veterinario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta) si fa divieto dell’attività venatoria nella zona infetta ad ECCEZIONE delle attività volte al depopolamento dei selvatici a cura degli organi competenti.2

Ma l’abbattimento è davvero la soluzione?

Il Prof. Andrea Mazzatenta, docente di Psicobiologia e Psicologia Animale alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo, nei suoi numerosi studi spiega che il cinghiale ha un tipo di struttura sociale matriarcale, in cui la matrona è la femmina a capo di ogni famiglia e il salengano è il maschio adulto che vive in solitaria o con pochi altri maschi detti scudieri e che copre un’ampia area riproduttiva.

Abbattendo la matrona si ha l’immediata riproduzione delle figlie giovani con un’alta fertilità che porta ad una crescita esponenziale e ringiovanimento della popolazione. Questo perché vengono a mancare i feromoni emessi dalla matrona che servono proprio a sopprimere la riproduzione delle figlie.

Abbattendo il salengano si assiste ad una frammentazione del territorio riproduttivo con immediata riproduzione dei giovani maschi.

È evidente, quindi, una diretta correlazione di tipo esponenziale tra il prelievo venatorio e la strategia di sopravvivenza dei cinghiali.3

AnimaLiberAction da 2 anni segue la situazione dei cinghiali a Roma (dall’uccisione di una famiglia di cinghiali nel 2020) inviando email a RomaNatura (Ente Regionale per la gestione del sistema delle aree naturali protette del Comune di Roma) per proporre soluzioni non violente, con tanto di progetto dettagliato: 

  • chiudere i fori delle recinzioni dei parchi, per cui si sono offertɜ come volontarɜ;
  • impedire l’accesso ai cassonetti ai selvatici;
  • controllare la gestione dell’immondizia.

Hanno richiesto di partecipare ai tavoli tecnici, ma tutto questo non ha mai fatto seguito ad una risposta. Inoltre non ci sono documenti ufficiali resi pubblici che attestino la presenza di peste suina africana nel Lazio.

Ci sarebbe un’ulteriore soluzione per il controllo della popolazione di cinghiali, un vaccino per inibire la fertilità, GonaCon, per cui sono stati stanziati 500.000€ in Italia per l’acquisto, ma per il quale il Ministero della Salute non ha ancora autorizzato la sperimentazione, il termine ultimo è scaduto il 1° marzo.4,5

In ogni parco di Roma troviamo questo avviso

WhatsApp Image 2022-05-25 at 12.37.46.jpeg

Fonti:

  1. https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/72630-psa-costa-caccia-selettiva-cinghiali-nel-loro-habitat.html
  2. https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/72624-psa-ferrari-firma-la-nuova-ordinanza.html
  3. https://ecoaltomolise.net/gestione-del-cinghiale-mazzatenta-la-caccia-li-fa-aumentare-vietare-la-braccata/
  4. https://www.lav.it/news/vaccino-fertilita-cinghiali
  5. https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/71977-gonacon-contraccettivo-sperimentale.html

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