La parità di genere nello sport è ancora lontana e il campionato europeo di calcio ne è la prova

La parità di genere nello sport è ancora lontana e il campionato europeo di calcio ne è la prova

La parità di genere nello sport è ancora lontana e il campionato europeo di calcio ne è la prova

Il mito secondo cui le persone non guarderebbero mai una partita di calcio femminile può essere finalmente debellato dopo che allo stadio di Wembley per il campionato europeo femminile si sono registrate 90.000 presenze ma per quanto queste dinamiche stiano migliorando siamo ben lontani da una vera parità di genere.

La nazionale di calcio femminile dell’Inghilterra ha vinto il campionato europeo di calcio femminile battendo la Germania 2 a 1, ma la squadra riceverà soltanto l’11% del premio che dei calciatori uomini riceverebbero. Non è un segreto che la controparte maschile venga pagata molto di più rispetto alle calciatrici, basta dare un’occhiata alla lista di Forbes degli atleti più pagati per trovare soltanto due donne e non per quello che guadagnano come atlete ma soprattutto per quello che gli deriva dalle sponsorizzazioni.

Ma simili dinamiche erano presenti anche un secolo fa, dopo la Prima guerra mondiale il calcio femminile è diventato così popolare da provocare una paura sfrenata tra i dirigenti della Football Association tanto che poco dopo bandì il calcio femminile dai campi di calcio professionistici. Un divieto durato 50 anni e che venne giustificato in quanto: “Il gioco del calcio è del tutto inadatto alle donna e non dovrebbe essere incoraggiato”.

Ritorniamo però alla recente vittoria della nazionale dell’Inghilterra, le calciatrici della squadra riceveranno un bonus circa 55.000£ ciascuna, gli uomini normalmente riceverebbero normalmente 426.000£. Lo stipendio medio della Women’s Super League è di 30.000£ all’anno, mentre alcuni calciatori della Premier League raggiungono anche i 3 milioni di sterline.

Il recente campionato è stato un sogno anche per gli inserzionisti che hanno dovuto pagare cifre veramente basse rispetto ad uno maschile e hanno ottenuto uno riscontro di visibilità enorme grazie al record di presenze e visualizzazioni televisive. Molti degli sponsor dell’evento hanno dichiarato che non renderanno mai pubblici i loro accordi commerciali.

Mentre nel calcio il divario continua ad essere sostenuto dalle grandi società calcistiche, nel tennis la situazione è cambiata drasticamente negli ultimi anni, ad oggi tutti e quattro i principali tornei di tennis offrono lo stesso montepremi.

Questo divario retributivo ha due cause principali: L’ingresso delle donne nello sport che è avvenuto molto più tardi degli uomini a causa delle restrizioni sociali e l’incoraggiamento incessante dello sport maschile, entrambi questi due fattori hanno naturalmente procurato allo sport una natura androcentrica. Ma bisogna tenere anche conto delle problematiche attuali come gli aspetti finanziari o la paura della violenza derivante dalla partecipazione a eventi sportivi.

Ciò che ha aiutato ad affrontare il divario è stato l’incremento di incarichi governativi ricoperti da donne, soprattutto a livello internazionale, grazie al quale più dell’80% degli sport offre montepremi uguali per donne e uomini. Sebbene a livello nazionale e locale persiste la scarsa rappresentanza delle donne nelle istituzioni.

La differenza tra gli sport femminili e quelli maschili è ancor oggi enorme, soprattutto alla retorica misogina costantemente reiterata da gruppi di uomini che si sono sentiti minacciati dall’aumento della popolarità degli sport femminili. Ma grazie anche ai record stabiliti dal campionato europeo di calcio femminile, il divario retributivo di genere negli sport sembra essere destinato a diventare soltanto un ricordo.

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