Il primo sciopero lavorativo nello spazio Arete Media Curiosità

Il primo sciopero lavorativo nello spazio

Il primo sciopero lavorativo nello spazio

Come tutti sappiamo bene, gli Stati Uniti furono i primi ad atterrare sulla luna, o meglio non proprio tutti lo sappiamo bene. Ma dopo questo primo successo gli Stati Uniti vollero continuare le loro missioni spaziali, principalmente per provare che l’uomo potesse vivere per lunghi periodi di tempo nello spazio.

Nel 1973 la Nasa lanciò nello spazio su un missile, Saturn V, Skylab una stazione grande 145 metri quadrati, che serviva per ospitare gli astronauti e condurre esperimenti al suo interno sebbene la missione fosse il vero esperimento a lungo termine. La prima missione venne chiamata Skylab 2 anche se non c’è mai stata una Skylab 1.

La prima missione durò 28 giorni, lo stesso tempo che ci vuole per produrre un articolo di Arete Media, la seconda missione, Skylab 3, durò 59 giorni mentre l’ultima missione, Skylab 4 durò 84 giorni. I costi medi di queste missioni furono però enormi, ogni secondo di ogni astronauta valeva 270$ e per questo motivo la principale preoccupazione era quella di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati prima che la missione finisse.

Per i primi 40 giorni infatti gli astronauti lavorarono senza un singolo giorno di riposo per cercare di raggiungere gli obiettivi. Gli astronauti erano così stremati che il 28 Dicembre del 1973, chiusero le comunicazioni con la Nasa dando così il via al primo sciopero lavorativo spaziale.

Lo sciopero in realtà divenne un importante fattore nell’esperimento di Skylab in quanto dopo il primo giorno di riposo gli astronauti erano molto più produttivi riuscendo a completare tutti gli obiettivi prima della fine della missione, rendendo così obbligatorio il giorno di riposo nella Stazione Spaziale Internazionale.

Illustrazione di Naomi Morghen

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