Come il CESE è diventata l’istituzione di cui più si vergogna l’Unione Europea

Come il CESE è diventata l’istituzione di cui più si vergogna l’Unione Europea

Come il CESE è diventata l’istituzione di cui più si vergogna l’Unione Europea

Il CESE è un organo consultivo che fornisce pareri al Consiglio dei ministri, alla Commissione europea e al Parlamento europeo. È stato istituito dai Trattati di Roma del 1957 per coinvolgere i gruppi di interesse economico e sociale nel processo di integrazione europea. Il comitato è formato da 329 membri che sono nominati dai governi nazionali per un mandato di cinque anni rinnovabile. Oltre a loro sono ospitati circa 700 membri del personale, cioè assistenti che supportano il lavoro dei membri.

I membri del CESE sono per la maggior parte bianchi, maschi e anziani e soltanto dal 2020 si possono trovare donne in posizione dirigenziali. Nonostante i membri siano rinnovabili, difficilmente lo stato li proporrà nuovamente se essi non abbiano vinto mandati alle elezioni. Il fatto che non siano rappresentanti eletti direttamente incide sulla legittimità democratica del comitato.

Fin dalla sua nascita l’istituzione ha affrontato accuse da tutte le parti dell’Unione Europea, soprattutto dal Parlamento europeo che mette spesso in dubbio le spese del comitato e l’effettivo valore dei suoi pareri. I consigli del CESE hanno un effetto minimo dato che non dispone di uno strumento giuridico per controllarne l’attuazione, inoltre questi consigli sono solitamente generali e dichiarative, il che minimizza la loro efficacia già debole.

Ogni anno vengono spesi circa 150 milioni di euro per far produrre al CESE opinioni su qualsiasi cosa gli passi in mente ai suoi membri e che poi soltanto pochi politici leggono realmente. I pareri vanno dalla transizione ecologica al traffico spaziale, addirittura anche dei consigli su come salvare le api, pensati da persone che molto probabilmente non hanno le competenze adatte. Inoltre le relazioni finali sono prodotte grazie a centinaia di “membri” del CESE non retribuiti provenienti da sindacati e gruppi di datori di lavoro.

Le molestie sul lavoro non mancano: Nel 2018-2019 sono state avviate diverse indagini sulla gestione sistemica del CESE a causa delle denunce di molestie sollevate dagli stessi membri, ma la questione rimane irrisolta ancor oggi e il parlamento ha affermato che due delle persone che hanno esposto le molestie sono ancora insoddisfatte del loro risarcimento.

I costi del comitato sembrano crescere sempre, nel 2006 il budget era di 108 milioni, ma il CESE sostiene l’aumento è all’inflazione, sebbene il numero del personale amministrativo sia diminuito nel corso degli anni e molti dei membri fanno affidamento che a consulenti esterni che nel 2019 sono costati 580.000 euro. Inoltre, durante la pandemia il comitato ha concesso una indennità giornaliera ridotta per i partecipanti delle riunioni, che può essere usata per vitto, alloggio e trasporti, nonostante le riunioni si sono svolte online.

Il 26 settembre la commissione per il controllo dei bilanci del parlamento voterà l’approvazione del bilancio del CESE ed è molto probabile che i parlamentari europei rifiuteranno l’approvazione del bilancio, come già successo nel 2020. Ma il rifiuto non impedirà al comitato di ricevere nuovi fondi e il parlamento da solo non ha il potere di eliminare il CESE.

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